Albero e araldica e gealogia


L’albero
• Fra le figure più usate in araldica, troviamo gli alberi.
• Il più delle volte stanno a significare i diritti feudali sui boschi e nomi di città, oppure di famiglie aventi qualche analogia col nome degli alberi stessi, oltre alla simbolica speciale appartenente a queste figure, han dato origine alla intromissione loro nelle arme.
• I più comuni sono il castagno, il ciliegio, il cipresso, il faggio, il fico, il frassino, il mandorlo, il melo, il moro, il noce, l’olivo, l’olino, il palmizio, il pero, il pino, il pioppo, la rovere, il salice, il sorbo, etc.
• Essi si pongono fruttiferi, sfogliati o secchi, fustati di smalto diverso, fioriti, caricati, diramati, noderosi, mozzi, piantati o terrazzati, recisi, ritondati, sradicati, coricati, in banda, fasciati nel tronco, etc.
• Il colore ordinario degli alberi è il verde, però si veggono anche d’ oro, d’argento e d’altre tinte.
• La loro posizione normale è in palo colle radici, o nascoste in una zolla (terrazzato), o libere e sparse (sradicato).
• Spesso si vedono sugli scudi i semplici tronchi, i rami, le radici, le foglie, i fiori o i frutti.
L’albero, simbolo famigliare



Stemmi nei gonfaloni

• Abetone (già Boscolungo-Serrabassa) è un municipio[5] del comune sparso di Abetone Cutigliano, nella provincia di Pistoia, in Toscana.
• Il territorio dell’Abetone è sempre stato (almeno fino dal tempo dei romani) luogo di valico dell’Appennino, tant’è che si narra sia stato utilizzato anche da Annibale per entrare nell’Etruria. Da qui passava la Via Claudia Augusta che dalla Toscana conduceva al Danubio; del comprensorio sciistico dell’Abetone fa parte il Passo d’Annibale a quota 1798 m s.l.m.
• Nel 1766 iniziò la costruzione della strada (già pensata fin dai primi del secolo) che univa il Granducato di Toscana con il Ducato di Modena attraversando l’Appennino, nel tratto più basso chiamato « Serrabassa » dai modenesi e « Boscolungo » dai toscani, e creando appunto il passo poi detto dell’Abetone. Il progetto fu redatto da Pietro Giardini per la parte modenese e Leonardo Ximenes per quella toscana; quella strada veniva infatti chiamata Via Ximeniana (l’odierna Strada statale 66).
• Tra i due Stati fu convenuto di avviare i lavori contemporaneamente partendo dal confine, questo per evitare tardivi ripensamenti. Nell’aprile del 1766 si iniziarono i lavori, ma siccome un miglio sopra Fiumalbo la neve era alta due braccia, si sarebbe cominciato il lavoro più in basso, appena pronti gli arnesi da sterro.
• Il primo colpo di piccone, per la parte modenese, fu dato il 28 aprile 1766, appena sopra Fiumalbo, presso il luogo chiamato Il Baldinare, dove sorsero le prime baracche e ricoveri per gli uomini e gli attrezzi. Seicento operai divisi in sei compagnie, tra cui più di 50 scalpellini, misero mano al lavoro in due posizioni diverse, mentre il lavoro dei toscani era già cominciato alle Ferriere di Mammiano. Da lì i lavori si estesero con crescente velocità verso il confine toscano e durante l’estate anche verso Modena.
• Durante la costruzione fu abbattuto un abete talmente grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone e dal quale nacque il nome Abetone
Stemmi gonfalone
• Codogno :
«D’azzurro, alla lupa al naturale, passante sulla pianura erbosa di verde, collarinata e legata d’oro ad un albero di codonio al naturale, fruttato d’oro, nodrito sulla pianura. Ornamenti esteriori da Comune.[8][9]»•
Nell’agosto del 1492, desiderosi di estendere il loro commercio, i codognesi chiesero alla comunità di Piacenza di essere dichiarati cittadini di quella città, offrendo una certa somma in compenso del passaggio e del dazio delle mercanzie. Così Codogno, in senso di gratitudine, alleanza e fedeltà inserì nel proprio stemma, che appresentava il melo cotogno, la lupa capitolina, emblema di Piacenza, legandovela con una catena d’oro.[10][11][12]
Stemmi genealogie ad albero nei film !


Genealogia

• L’albero genealogico è generalmente l’elenco completo degli antenati, o più specificamente, un grafico utilizzato nella genealogia per mostrare i rapporti familiari tra individui. Non sempre è facile risalire cronologicamente agli antenati in assenza di documentazione accertata. Nelle ricerche private il « di » e il « fu », che precede il nome del genitore, vivo o defunto, permette di risalire più facilmente all’antenato che precede il nominativo conosciuto.
• Le grafiche che rappresentano gli alberi genealogici sono disparate e molteplici e spesso le diramazioni molto estese richiedono un’elaborazione che non sempre è contenibile nei formati cartacei tradizionali.
• Abitualmente l’albero genealogico viene realizzato utilizzando delle caselle, quadrate per i maschi e circolari per le femmine, contenenti i nomi di ciascuna persona, spesso corredati di informazioni aggiuntive, quali luogo e data di nascita e morte, in alcuni casi inserendo l’occupazione o la professione. Tali simboli, disposti dall’alto verso il basso in ordine cronologico, sono connessi da vari tipi di linee che rappresentano i matrimoni e unioni extraconiugali e la discendenza.
• In alcuni casi, se non è possibile ad esempio inserire un grafico, è possibile descrivere gli antenati di una persona utilizzando una tavola genealogica. [1] Inoltre, uno dei modi più semplici e veloci per creare un albero genealogico è quello di utilizzare dei modelli.
Riflessione su antenati…
Un quadro artistico… Portale antenati



